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AN a Malga Sasso per ricordare l’eccidio di 42 anni fa
“A Malga Sasso per ricordare l’eccidio dei tre finanzieri da parte dei terroristi separatisti avvenuto 42 anni fa”. Con questo spirito stamattina il Consigliere provinciale di AN-PdL Mauro Minniti (in rappresentanza anche del collega Sigismondi assente per motivi familiari) insieme al Consigliere comunale di Merano Marcello Scaccia, il Presidente AN-PdL di Sinigo Alberto Pilotto (in servizio proprio a Malga Sasso in quegli anni), il responsabile di Azione Giovani di Vipiteno Davide Orfino, il Dirigente di Alleanza per l’Alto Adige Eriprando della Torre e Massimo Minniti è salito alla casermetta della Guardia di Finanza nei pressi del Brennero per deporre una corona di alloro ai piedi della stele che ricorda il sacrificio di Franco Petrucci, Eriberto Volgger e Martino Cossu deceduti a seguito dell’esplosione avvenuta la notte del 9 settembre 1966.
Per l’eccidio il tribunale di Milano condannò tre terroristi, riconoscendo anche un ruolo fondamentale di Georg Klotz, deceduto però qualche mese prima della sentenza.
“La strage di Malga Sasso fu uno degli atti più brutali del terrorismo sudtirolese nel decennio a cavallo fra gli Anni Cinquanta e Sessanta – ricorda Minniti che su quei fatti ha scritti un libro con molti inediti - un periodo nel quale 18 persone (di cui 2 civili) rimasero vittime dei separatisti. Si tratta di un decennio volutamente dimenticato dalla Provincia Autonoma di Bolzano che tuttora preferisce ricordare i carnefici piuttosto che i martiri, celebrandoli ancora oggi con manifestazioni di cattivo gusto. Stiamo ancora aspettando che la Provincia, difronte al sacrificio di questi “ragazzi” cambi atteggiamento e si convinca della necessità di riconoscere il martirio di chi, in Alto Adige in quegli anni, si schierò dalla parte della legalità. Un atto di riparazione che anche la SVP tarda ancora a fare. La nostra presenza oggi a Malga Sasso – per i cui ruderi proprio il Consiglieri Minniti insieme al collega Sigismondi, ha avanzato domanda di acquisto - vuole servire anche per non far dimenticare il sacrificio di chi non torno più a casa a causa dell’intolleranza etnica espressa dai terroristi in quegli anni”, ha concluso Minniti.

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"L'unica cultura che riconosco è quella delle idee che diventano azioni"