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Incontro tra Davide Orfino e Valentin[o] L’incontro tra Davide Orfino e Valentin[o] che si è tenuto recentemente a Bressanone è iniziato con la condanna di Orfino alla politica anti-italiana di Eva Klotz e della Suedtiroler Freiheit, ritenuta pericolosa e dannosa per la pacifica convivenza tra tedeschi e italiani in Alto Adige. Anche le iniziative e le posizioni degli Schuetzen e dell’Union fuer Suedtirol sono stati criticati da Orfino, che si è schierato contro la richiesta di grazia per i terroristi sudtirolesi degli anni 60. Davide Orfino ha sottoposto a Valentin[o] varie questioni. Le prime divergenze sono emerse, quando è stato trattato un argomento delicato e mai risolto, ovvero la toponomastica. Dalla toponomastica poi si è passati a parlare della scuola. Davide Orfino si è espresso contrario alla scuola bilingue e favorevole all’autonomia scolastica, in modo che ciascun gruppo linguistico possa organizzare al meglio la propria scuola secondo le proprie esigenze. Per quanto riguarda la scuola Orfino ha sostenuto l’importanza del insegnamento della seconda lingua, dell’tedesco nelle scuole italiane e dell’italiano nelle scuole tedesche. Davide Orfino ha poi sottolineato quanto è importante conoscere la seconda lingua in Alto Adige. I metodi di insegnamento della seconda lingua nelle scuole sono però piuttosto scarsi e devono quindi essere rivisti. Favorevole all’immersione, Orfino si augura un’apertura della comunità tedesca e della Svp in questo senso. Davide Orfino, pur essendo a favore dell’immersione, ci ha tenuto però a far presentare che si tratta comunque di una scelta personale di uno studente che non può essere certo forzata. In ogni caso Orfino ha anche tenuto presente che l’immersione può anche comportare il rischio di discriminazione per quanto riguarda gli studenti italiani nelle scuole tedesche. Secondo Orfino, infatti, ci sono più casi in cui studenti con cognome italiano che studiano nelle scuole tedesche sono stati presi di mira solo perché italiani. A tal proposito, Valentin[o] sottolinea come la realtà dei mistilingue non sia più trascurabile perciò ci sono progetti (ad esempio uno elaborato dai Verdi) che mirano ad affiancare alle scuole tradizionali italiane o tedesche una terza possibilità che prevede l’insegnamento paritetico delle due lingue, analogamente al modello ladino. Quindi nessuna forzatura della struttura scolastica altoatesina e maggiore coinvolgimento delle famiglie (appunto) mistilingui. Inoltre, secondo Valentin[o], occorre da parte degli studenti anche la volontà di conoscere una lingua e soprattutto una cultura. Orfino ha anche fatto presente le scarse condizioni in cui si trovano molte scuole italiane in Alto Adige, soprattutto quelle delle periferie. A tal punto si può fare un semplice ma chiaro esempio: la scuola professionale provinciale in lingua italiana “E. Mattei” di Bressanone messa a confronto con la scuola professionale provinciale in lingua tedesca sempre di Bressanone, ovvero la scuola “Tschuggmall”. La struttura della scuola professionale italiana è vecchia e non dispone di un’attrezzatura moderna. La scuola professionale tedesca invece si trova in una struttura super moderna con un’attrezzatura adeguata. Si possono anche citare altre scuole, visto che non si tratta di un unico caso. La scuola italiana professionale di Bolzano messa a confronto della scuola professionale di lingua tedesca (Max Valier) sembra una scuola di un altro secolo. Un altro esempio lo abbiamo a Vipiteno: le scuole superiori italiane si trovano in un edificio che lascia a desiderare, mentre le scuole superiori di lingua tedesca si trovano in una struttura moderna, come per i tedeschi secondo Davide Orfino in Alto Adige va di moda. Davide Orfino ha lamentato a gran voce il fatto che mentre le scuole tedesche sono mantenute in condizioni decenti, quelle italiane si trovano come già detto in condizioni piuttosto scarse. Orfino si augura per quanto riguarda le scuole un chiaro intervento da parte della provincia anche a favore delle scuole italiane, molte di loro vanno ristrutturate, ma dubita che questo con un centrosinistra mutuo e sordo che governa con la Svp sia possibile. Valentin[o] al contrario sconsiglia grossi investimenti in periferia per infrastrutture scolastiche, dove la comunità italiana subirà in modo inevitabile un forte ridimensionamento. Davide Orfino ha poi spiegato di essere convinto sostenitore della “linea” Holzmann. Valentin[o] ha invece affermato di essere simpatizzante del Partito Democratico, ma di essere molto vicino alle idee politiche dei Verdi per quanto riguarda l’essere interetnico. A questo punto ha fatto sapere di condividere la politica interetnica ad esempio di Dello Sbarba. Davide Orfino ha ricordato che Dello Sbarba si è più volte dichiarato a favore della grazia per i terroristi sudtirolesi degli anni 60 che non hanno mai mostrato pentimento e non hanno mai scontato le loro condanne. Davide Orfino ha spiegato a Valentin[o] alcuni punti del progetto dell’On. Giorgio Holzmann (PDL) e dei consiglieri provinciali di AN – PDL, Mauro Minniti e Alberto Sigismondi. Secondo Davide Orfino sono importantissimi e fondamentali per il futuro della comunità italiana dell’Alto Adige i seguenti punti: il riconoscimento di minoranza territoriale per gli italiani dell’Alto Adige, la rotazione tra i gruppi linguistici nelle cariche ai vertici di aziende, agenzie e società a capitale pubblico e/o da questi finanziati, l’elezione del Presidente e del Vicepresidente del Consiglio provinciale da parte di ciascun gruppo linguistico e l’elezione dei Vice Sindaci (se di gruppo linguistico diverso da quello del Sindaco) da parte dei consiglieri dello stesso gruppo linguistico così come la tutela della toponomastica davvero bilingue, come già detto. Davide Orfino ha anche fatto presente di rimproverare al centrosinistra, in particolar modo agli assessori provinciali Luisa Gnecchi e Luigi Cigolla, di non avere un progetto chiaro per gli italiani dell’Alto Adige e di essere completamenti assenti anche sulle politiche sociali e scolastiche. In questa circostanza Davide Orfino ha fatto presente a Valentin[o] i numerosi interventi dei consiglieri provinciali Minniti e Sigismondi su ciò che riguarda appunto le politiche sociali e quelle scolastiche, ma anche tante altre tematiche. Valentin[o] smentisce però Orfino sulla immobilità del centrosinistra, ricordando il grande sforzo di mediazione dell’assessora Gnecchi per la legge di riforma della scuola, a difesa delle sperimentazioni per l’apprendimento della seconda lingua in atto nelle elementari italiane. Si è poi parlato anche di Alexander Langer, uno dei fondatori dei Verdi, di Lucio Giudiceandrea, autore del libro “Spaesati – Italiani in Suedtirol” e del Senatore Svp Oskar Peterlini eletto anche grazie ai voti del centrosinistra. Davide Orfino ha definito Alexander Langer come una persona coraggiosa, una persona che ha dedicato la sua vita all’unire italiani e tedeschi e non al dividere i gruppi linguistici dell’Alto Adige come invece ha fatto la Svp che ha seguito la tesi del “più divisi siamo, meglio stiamo”. Davide Orfino non si è detto d’accordo con il giornalista Giudiceandrea per quanto da lui scritto nel suo libro accusandolo di dare troppe colpe agli italiani dell’Alto Adige per il disagio in cui si trovano. Per Davide Orfino la colpa invece non è degli italiani stessi, ma di chi è stato incapace di rappresentarli a livello istituzionale in giunta provinciale e nelle giunte comunale, ovvero il centrosinistra che pur di mantenere le comode poltrone dice si a tutto ciò che vuole la Svp. Valentin[o] sostiene invece che senza dubbio anche gli italiani hanno giocato un ruolo non indifferente nella loro condanna all’isolamento. Sempre secondo Valentin[o], gran parte di loro ignora tutto ciò che è vagamente sudtirolese in questa provincia, a partire dalla lingua, e contribuisce così ad alimentare alcuni pregiudizi dei concittadini di lingua tedesca. A proposito della giunta provinciale Orfino ha sostenuto che agli assessori di lingua italiana devono essere assegnati anche incarichi di maggiore importanza mentre e si potrebbe pensare di abolire il secondo vice presidente della giunta provinciale, quello designato per il gruppo linguistico tedesco, al quale già appartiene il presidente della giunta. Questo per combattere i costi elevati della politica risparmiano denaro pubblico che potrebbe essere investito in altri settori. Valentin[o] si è detto perplesso rispetto alla proposta di Orfino, in primo luogo perchè comunque intravede nelle richieste di Alleanza Nazionale la volontà di introdurre una ferrea logica etnica per l’elezione delle principali cariche provinciali. Poi allo stato attuale il Vice presidente della giunta provinciale tedesco che affianca quello italiano è considerato indispensabile perlomeno dal partito di maggioranza visto che ha il compito di sostituire il presidente della giunta quando quest’ultimo si assenta ad incontri con rappresentanti istituzionali di lingua tedesca. Una motivazione non accettabile secondo Orfino, visto che comunque esistono dei traduttori, e anche il vice presidente italiano potrebbe andare agli incontri con rappresentati istituzionali di Austria e Germania. Ma forse ciò darebbe fastidio a qualcuno. Sul senatore Oskar Peterlini Orfino e Valentin[o] hanno avuto posizioni nettamente diverse. Secondo Davide Orfino con Peterlini non ha vinto la pacifica convivenza, visto che Peterlini appartiene al gruppo linguistico tedesco, che oltre al seggio di Peterlini della Svp dispone anche degli altri due seggi alto atesini, con senatori esponenti sempre della Svp, mentre il gruppo linguistico non ha nessun rappresentante al Senato. Davide Orfino ha quindi fatto capire che sarebbe stato più giusto, che sarebbe stato un segnale forte verso la vera pacifica convivenza e un chiaro segnale da parte della Svp, se nel collegio di Bolzano Bassa Atesina si avrebbe fatto eleggere un senatore italiano, in modo che la comunità italiana avrebbe avuto un senatore a Roma, visto che il gruppo linguistico tedesco come detto ne ha già altri due. Per Valentin[o] invece Peterlini è di fatto mistilingue perciò ha saputo ben rappresentare le principali anime culturali e linguistiche presenti nella Bassa Atesina. Egli interpreta un patto territoriale che almeno sulla carta non è su base etnica. Un fatto importante. In assenza di candidati credibili nel gruppo italiano, in grado di convincere anche l’elettorato tedesco soprattutto dell’Oltradige, la candidatura di Peterlini era l’unica strada percorribile capace di unire e non dividere un collegio elettorale per eccellenza plurilingue. Alla conclusione del incontro tra Valentin[o] e Davide Orfino è poi stato trovato un punto condiviso da entrambi, ovvero che la questione altoatesina sostanzialmente va risolta in provincia. Per Davide Orfino gli italiani dell’Alto Adige troppe volte sono considerati come degli ospiti, ma secondo Orfino gli italiani in Alto Adige devono essere protagonisti anche nella gestione dell’autonomia. Gestire l’autonomia però per Davide Orfino non significa dire sì a tutto ciò che vuole la Svp come invece sta facendo e ha sempre fatto il centrosinistra. Valentin[o] replica che nel caso il centrodestra entri in giunta sarà altrettanto difficile per loro pretendere dalla Svp un programma diverso da quello fin qui attuato, anzi, a detta di Valentin[o] continuando a onorare Tolomei e le politiche d’italianizzazione del ventennio sarà ancora più difficile. L’incontro si è concluso con l’augurio di proseguire il dialogo, anche se tra Davide Orfino e Valentin[o] si tratta di due avversari politici, ma ciò non deve certo ostacolare il dialogo. In futuro non si escludono confronti pubblici sui temi trattati. Davide Orfino, 18 anni, nato e residente a Vipiteno, presidente del circolo di Azione Giovani di Vipiteno, dirigente provinciale di Azione Giovani e membro del direttivo comunale del circolo di Alleanza Nazionale di Vipiteno. E’iscritto anche all’associazione culturale politica “Alleanza per l’Alto Adige” e fa anche parte di Generazione Attiva, associazione in difesa dei consumatori. Autore del blog davideorfino.net è anche promotore di diverse iniziative in difesa degli italiani dell’Alto Adige, come per esempio la condanna della politica anti-italiana presente in Alto Adige e la battaglia per una toponomastica davvero bilingue. Valentin[o], al secolo Valentino Liberto, 18 anni, nato a Brixen e residente a Bolzano-Bozen. Dal 2006 è impegnato come componente del Consiglio scolastico e vicepresidente della Consulta degli studenti per la scuola in lingua italiana; già candidato con Silvano Bassetti alle primarie del PD/DP nella lista “Bolzano Democratica-Demokraten für Bozen” (2007), nel 2008 è cofondatore della rete di blog “Brennerbasisdemokratie” per un ‘altro Sudtirolo’ postetnico, plurilingue e indipendente. Osservatore della realtà socio-culturale sudtirolese e ladina, si batte per il superamento dello status quo in Alto Adige, affinché la percezione del territorio, dell’identità e della storia locale - soprattutto tra i giovani - si orienti gradualmente verso quel “Gesamtsüdtirol” tanto caro ad Alexander Langer. |
"L'unica cultura che riconosco è quella delle idee che diventano azioni"




